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Questo
prezioso aceto, unico al mondo, è il risultato di una lenta trasformazione
del mosto cotto. La sua elevata concentrazione zuccherina svilupperà
inizialmente una fermentazione alcolica che seguita poi da quella acetica
trasformerà lalcool in aceto. Per far si che questo avvenga
sono necessarie batterie di piccoli barili solitamente di
legni diversi ( Rovere, Castagno, Ciliegio, Ginepro, Frassino, Gelso)
per conferire al prodotto finale particolari profumi ed aromi. Solitamente
queste batterie sono composte da un minimo di cinque barili di capacità
decrescente da 50 litri fino a 10 litri. Essi hanno, alla loro sommità,
unampia apertura quadrata per favorire il processo di ossidazione
del liquido contenuto che viene protetto dalle impurità con un
telo di stoffa. Collocate nei sottotetti (acetaie), le batterie dovranno
sopportare il forte calore estivo che provocherà, attraverso lapertura
superiore, un calo del livello del liquido contenuto nei barili. E
così che una volta allanno, nella stagione invernale, si
dovrà procedere al rincalzo; cioè al ripristino
originale del livello dei barili, partendo dal più piccolo utilizzando
parte del contenuto di quello un po più grande che lo precede.
Così via fino allultimo barile nel quale si dovrà
aggiungere il mosto cotto preparato lautunno precedente. Occorreranno
molti anni prima di poter iniziare il prelievo del Balsamico. Il Consorzio
di tutela richiede almeno 12 anni di invecchiamento per il tipo sigillato
nella bottiglietta di Giugiaro sigillata con la Capsula Bianca, ed almeno
25 anni per quella sigillata con la Capsula Oro. Da una batteria in regime
di produzione, normalmente, è possibile prelevare soltanto dal
bariletto più piccolo, un quantitativo massimo di 3 litri una volta
allanno. |
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